OVVERO....
STORIA DI UNA RIVOLUZIONE UMANA
Mi insegna che posso essere felice così come sono, superando gioiosamente i miei limiti.
Mi insegna che le avversità della vita non possono essere evitate, e che anzi invece possono diventare utili, e io posso scoprirne il senso, e cavalcarle come un surfista cavalca l'onda, come l'aereo e l'aquilone vanno incontro al vento per spiccare il volo, come il fiore di loto trae nutrimento dal fango, e più è sporco il fango e più diventa bianco.
Mi insegna che ho il diritto di sbagliare, e che posso imparare tanto dai miei errori.
Mi insegna che non è importante se il pubblico ride, o se non apprezza, l'importante è che io porti avanti la mia parte sul palcoscenico che mi sono scelto, realizzando i miei obiettivi lungo il sentiero della mia missione.
Mi insegna che non importa quale fiore io sia, quando verrà il mio tempo sboccerò in tutta la mia pienezza, e finché mi paragonerò e cercherò di essere un altro fiore, non potrò mai sbocciare in tutta la mia bellezza.
Il mio maestro chiama tutto questo rivoluzione umana.
E così... c'era una volta una magnifica principessa di nome Elisa, che non sapeva di essere né magnifica, né principessa!
Credeva di essere solo un piccolo camionista imprigionato nel corpo di una esilissima fanciulla. E in realtà questo lo credevano in molti, a giudicare dai suoi modi rozzi, dalla quantità enorme di sporcaccionate che uscivano dalla sua bocca, dai chili di zozzerie che ingurgitava avidamente e dagli inconfondibili rumori che segnalavano la sua avvenuta digestione.
Sì, no, infatti.. il camionista c'è ancora!
Allora, ricominciamo:
c'era una volta un rozzo camionista dal cuore d'oro, imprigionato dentro il corpo di una magnifica principessa, che non sapeva di essere né magnifica, né principessa!
Lei si sentiva brutta, incapace, stonata, e soprattutto incapace di esprimere la sua estrema bellezza in musica!
Nonostante non riuscisse ad emettere un solo suono di fronte agli altri per paura di essere derisa, affinava continuamente i suoi gusti musicali, e sentiva che la sua missione era lì, nella musica, e si circondava di musicisti.
Un giorno si imbatté in un Topino, no, non un topo piccolo, bensì un chitarrista che si chiamava Antonio Topino, che aiutato dal suo amico pianista Marco, riuscì a portare il camionista, ehm.. volevo dire l'inconsapevole principessa, ad incontrare un giovane musico di corte di nome Francesco, che amava trasmettere umilmente ad altri giovani musici il suo limitato sapere.
Non si sa perché, ma tra i due nacque da subito una strana intesa, che spinse la giovane donzella ad unirsi al gruppo di giovani che davano da vivere al povero Francesco pagandolo affinché lui li guidasse maldestramente nell'apprendimento dell'arte del canto.
Il musico Francesco si accorse subito di due cose:
1) la presenza del camionista
2) il nobile rango della fanciulla, che doveva essere chiaramente una principessa!
Iniziò da allora un estenuante lavoro, tutto teso a liberare la principessa dai suoi numerosissimi limiti ed impedimenti.
Da subito il musico Francesco confidò il segreto nascosto nella sua intuizione alla giovane fanciulla, dicendole soavemente ad uno dei primi incontri... " MA SEI UNA ZAPPA!!!!!!!", per poi confessarle che aveva riconosciuto in lei i nobili segni del talento di una principessa.
La giovane fanciulla incredula iniziò a dire con fare docile (ma da camionista!) : "SEEE.. MA CHE C---- STAI A DI'? UH PER CARITA'! MA TU ME SA CHE NUN CE SENTI!!"
In realtà il povero Francesco ogni volta che la guardava riusciva a vedere solo questo:

ovvero una splendida fanciulla dalla voce soave, sempre unita alla sua chitarra e baciata dalla luce del sole in mezzo ai colori.
In uno dei primi incontri il giovane maestro cantore le confidò un segreto: " Anche io un tempo ero come te. Sentivo un sacco di energie che covavano dentro il mio cuore, sentivo che la mia anima vibrava a suon di musica, sentivo che le note erano l'unico rifugio, ma la mia voce non riusciva a mostrarsi di fronte agli altri. La mia vita era chiusa, la mia paura del mondo e degli altri mi impediva di essere quello che ero. Non ti preoccupare. Seguimi e sboccerai".
La giovane principessa dapprima sorrise emozionata e poi rispose : " SE LO DICI TU! A ME ME PARE CHE QUA SETE TUTTI SCEMI, COMUNQUE..."
Lentamente iniziarono ad uscire i primi suoni articolati dalla bocca di Elisa, (cioè non i soliti rutti), ma ogni volta che lei si riascoltava la reazione era questa:
La principessa iniziava ad applicare i rudimenti tecnici impartiti, iniziava a registrarsi, e inviava per email al suo maestro le prove di quello che faceva unite a soavi messaggi del tipo " AHO'! MA C'E' L'APPOGGIO? A ME ME FA SCHIFO!!!!"
Solo lei non riusciva a sentire il magico suono della sua voce.....
Un giorno, dopo tanto scetticismo, la giovane principessa iniziò a seguire il mastro cantore Francesco anche nel suo percorso spirituale, iniziando a lucidare la gemma dentro di lei tramite la recitazione di una strana formula magica che suonava "nam myoho renge kyo"
Da quel momento una strana luce iniziò ad accendersi nel cuore della giovane principessa. La voglia di sfidarsi si fece in lei chiara e inevitabile.
Cambiò il suo rapporto con gli uomini, smise di dipendere da loro ( o almeno così fece credere agli altri.. - Elì questa passamela! E' una battuta, lo sai!) e incontrò il giovane cantore Matteo, anche lui allievo del pazzo Francesco. Tra i due nacque una storia d'amore magnifica che si racconta duri ancora oggi (da qui il titolo della favola!)
La vita della giovane Elisa subì un repentino cambiamento, ma rimaneva in lei un grosso cruccio: la convinzione che una voce per avere un senso debba necessariamente raggiungere la gamma degli ultrasuoni e superare i milioni di decibel di intensità.
E così un giorno durante una lezione in cui provava a cantare una difficile ballata dal titolo "Calling you", decorando gli acuti con un poeticissimo e soave falsetto (nonostante la sua voce fosse stata tecnicamente in grado di snaturare violentemente la composizione con degli acuti più potenti e a piena voce), compose un magnifico sonetto:
Ma la potenza della formula magica continuava a lavorare nel cuore della giovane Elisa, la sua tenacia si rafforzava, i suoi desideri iniziavano a prendere forma nella realtà.
E così.. giunse un giorno che la giovane principessa sbocciò, aprendosi in tutto il suo splendore, nella sua preziosa e magnifica individualità che ognuno iniziò a notare, e divenne una cantante!!!!
Una volta iniziata la sua attività concertistica, fu presa dal desiderio di lasciarci una prova tangibile della sua trasformazione, e noi ancora la conserviamo.
Si narra che durante alcune prove la situazione degenerasse vertiginosamente nella melodica intonazione di brani blasfemi dal titolo "daje de tacco, daje de punta"; non sappiamo se sia vero, ma crediamo di sì, visto che la voglia di ridere fu da sempre connaturata con l'identità stessa della soave fanciulla.
Ad ogni modo, non sappiamo se vi piacerà... ma il documento che ci è rimasto è qui:
tears in heaven
L'autore (che alcuni narrano essere lo stesso mastro cantore Francesco) sarebbe lieto che tutti arrivassero fino alla fine del video, in modo da ascoltare gli splendidi suoni emessi dalla regal fanciulla... ma soprattutto in modo da leggere i titoli di coda in modo che il proprio ego ne sia abbondantemente nutrito! Inoltre giura di non essere stato affatto complice della realizzazione del video, e di essere stato all'oscuro della sua esistenza fino all'avvenuta pubblicazione, momento in cui, confessa, ha versato più di una lacrimuccia!
... E vissero tutti felici e contenti!
Grazie Elì! E grazie sensei!
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carissima amica Nadia, nonché stimatissima cantante e insegnante... mi passa la sua classe di canto a Orvieto prima della sua partenza per Dublino a tentare di cantare un po' di più... fosse anche per strada! Visto che ormai in Italia siamo tutti un po' stanchi di elemosinare. E riflettevo sul fatto che io ho sempre detestato viaggiare... e negli ultimi 10 mesi sono stato più sui treni che a casa mia... per non parlare dei prossimi tre mesi: Tokyo, Lussemburgo e forse Slovenia! Il fatto che per cantare (va bè.. non solo per questo!) uno debba fare tutti questi chilometri un po' mi inquieta! Con Nadia abbiamo deciso di fare la prima lezione insieme per far sì che il passaggio tra me e lei sia il meno traumatico possibile! Mi piace l'ambiente! Si respira un'ottima aria. La
direzione sembra seria ma disponibile! I colleghi so che sono tutti preparatissimi! Gli allievi pure, e qualcuno anche fortemente motivato. Fare queste 7 ore di lezione insieme a Nadia mi è servito tantissimo a capire che gran bella persona che è: il carisma si acquisisce? boh.. ma lei ce l'ha! Al ritorno in macchina come sempre tra mille risate abbiamo ovviamente parlato di musica, di dishci inutili, di allievi bravi, di colleghi ed insegnanti... e ci cinterroghiamo come sempre sul senso del jazz, sul suo significato autentico, che forse nessuno di noi europei nati alla fine degli anni '70 potrà mai cogliere. Riflettiamo su tutte le sue magnifiche possibilità, e su quanti sono i modi possibli di interpretare meravigliosi e intramontabili standards come "You don't know what love is" e "My Funny Valentine"!
Domani tocca a "Digressioni Musicali", seconda edizione. E' stata dura.. ma finora sembra filare quasi tutto liscio!