lunedì, 28 agosto 2006

LA SCATOLETTA DI TONNO

Stasera, dopo aver ascoltato insieme alla mia allieva Federica le registrazioni per la pre-produzione del suo prossimo disco, mi sono messo a cena, aprendo l'ennesima scatoletta di tonno perché voglia di cucinare saltami addosso a quest'ora di sera e dopo la giornata che ho passato!! Era quasi mezzanotte. Improvvisamente mi è venuta in mente una telefonata, una telefonata di circa 10 anni fa, con la mia insegnante di canto di allora. Una di quelle insegnanti che non puoi dimenticare, che dopo 10 anni ancora ne parli, una di quelle che ami e che odi, che non sai quanto sia stata una buona insegnante... ma che non puoi dimenticare. Una di quelle che ti fagocitano, ti fanno entrare nella loro vita, creano con te un rapporto che lo sai che è speciale. E lo sarà sempre, e si sente da come vi riabbracciate ogni volta che vi incontrate, come l'ultima volta a Villa Celimontana che quasi non vi riconoscevate, ma poi...

Beh.. durante quella telefonata si parlava di noi.. e con un tono molto diverso da quello gioioso che aveva di solito mi disse:"Sì, la vita del musicista può essere pure affascinante... ma io mi ritrovo sempre qui, da sola, a guardare la parete e cenare con la mia scatoletta di tonno...".

Aprivo la MIA scatoletta, 10 anni dopo, più o meno la stessa età che aveva lei allora, più o meno la vita che sognavo mentre passavo le giornate a lezione da lei e le serate al telefono con lei... e come un flash m'è tornata in mente quella frase! E insieme a quella frase tanto altro che non si può nemmeno raccontare. Dopo 10 anni... ancora ne ignoro il significato profondo, che 10 anni fa non ho avuto il coraggio di chiederle per non fare la figura dell'idiota... ma stasera so due cose: che la vita del musicista sarà pure affascinante per chi non la fa... ma per me non ha niente di affascinante! E' solo l'unico lavoro che non mi fa sentire la mancanza d'altro. E' l'unico che il mio corpo e la mia mente sono in grado di fare, ma in questi giorni mi interrogo su quanto sia piacevole e affascinante non avere sicurezze di nessun tipo, darsi completamente a qualcuno e qualcosa spesso senza ricevere nulla in cambio, non poter partorire un'idea, o semplicemente raccontare qualcosa di sé senza fare necessariamente i conti con i commenti di chi vuole farti capire che ne sa più di te ma non ha mai preso una lezione di musica in vita sua e ascolta lo stesso disco da 10 anni, con chi non gliene frega niente di quello che fai basta che il locale si riempe quando suoni tu, con chi ti chiede 3 volte che lavoro fai quando gli dici che fai il musicista, con chi crede che non ci sia studio e fatica dietro, con chi ha più soldi di te e trova sempre la strada più libera della tua. Magari arrivi prima tu, ma hai dovuto correre e saltare gli ostacoli! Mi chiedo quanto sia affascinante sentirsi sempre a correre, dietro che cosa non so! Mi chiedo quanto sia affascinante sentirsi senza idee, a volte senza talento. Mi chiedo quanto sia affascinante stare qui a lamentarsi. Ma so che l'unico motivo per cui faccio questo lavoro è che non posso vivere senza fare altro.

E c'è un'altra cosa che so stasera: che quella scatoletta di tonno, la mia, è stato il momento più bello della giornata, l'unico in cui non ho dovuto rendere conto a nessuno. L'unico in cui posso riscoprire il piacere e il diritto di fissare la parete.

Sono giorni che non so dove vado; io, per natura disordinato e sempre stanco nonostante l'iperattività (o forse a causa di questa!) passo le giornate a pulire, a sistemare, cercando di fare ordine, un ordine maniacale, un ordine che resti per il futuro e che non sia solo adesso, un ordine che non mi faccia pensare alla paura dei prossimi mesi, quando so che di nuovo non avrò tempo per me ma solo per il lavoro, un ordine che - cosa banale a dirsi - sia dentro e non fuori. Ma non ci riesco. Monto nuove mensole, catalogo tutto, anche i biglietti dell'autobus che per un motivo o per un altro non ho mai avuto il coraggio di buttare via. Io, che per natura non butto via niente, butto un sacco di roba. Ho cestinato circa 100 cd, 4 sacchi di carta, un sacco di roba che era lì in attesa del ritorno di qualcosa o qualcuno.. che in questi giorni ho deciso IO che non tornerà mai più! Più pulisco e più creo disordine. Non faccio che spostare cose, e appena una stanza è come la vorrei ecco che un'altra si è già riempita della stessa monnezza che stava in quella appena sistemata. Io, iperattivo di natura, sempre bisognoso di riposo, ho scoperto che non riesco a riposarmi. Mi chiedo che cosa farò quando tutto sarà sistemato, quanto mi annoierò, quanto fingerò di nuovo a me stesso di essere stanco. 

Mi chiedo quanto questo delirio possa servire a qualcuno. Ma soprattutto mi chiedo se la gente che legge capirà che nasconde tanto altro che non si può scrivere, o lo scambierà solo per un delirio inutile circoscritto a delle stronzate. E naturalmente non mi dò risposte. Ma conservo una speranza nel cuore: che tutto questo, e soprattutto tutto il non-scritto, presto non potrà fare a meno di uscire fuori con la solita potenza, la solita sfrontatezza e la solita spontaneità con cui esce tutto da me. La speranza che presto riuscirò di nuovo a raccontare la mia storia anche con le parole e le note di un altro.

Il fatto che stia qui a scrivere e raccontare mi fa ben sperare! Torno agli stracci e al piumino!

 

postato da: framecorio alle ore 02:08 | Permalink | commenti (13)
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lunedì, 07 agosto 2006

CON SARAH JANE MORRIS A TARANTO

con sara jane m

con sarah janewww.sarahjanemorris.co.uk

che dire di più???? :)

 

 

 

 

 

 

postato da: framecorio alle ore 18:41 | Permalink | commenti (6)
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